Broccoli

Un nuovo studio portato a termine da ricercatori dell’Università di Kyushu in Giappone potrebbe portare alla produzione di broccoli e cavoli contenenti sostanze ancora più salutari. Nella fattispecie, gli studiosi hanno identificato due enzimi chiave in grado di rilasciare zolfo laddove questa sostanza risultasse carente influenzando negativamente le colture. I ricercatori hanno riferito che l’interruzione della produzione di due enzimi in specifiche piante parenti del cavolo, ha ridotto la conversione dei glucosinolati in composti più semplici, ulteriormente rallentando la crescita quando le piante non hanno ricevuto dall’ambiente naturale di crescita sufficienti quantità di zolfo.

Prodotti da piante della famiglia delle Brassicaceae, i glucosinolati sono composti contenenti zolfo che alcuni studi indicano essere utili per prevenire il cancro e le malattie cardiovascolari. Tuttavia è noto che le piante degradano i glucosinolati in ambienti carenti di zolfo. Mentre questo meccanismo sembra essere utile per sostenere la crescita in condizioni sfavorevoli, le attuali conoscenze su come il processo si svolge e sopperisce alla carenza di zolfo, sono limitate; grazie allo studio di piante modello geneticamente modificate, la ricerca offre una comprensione più profonda di questo meccanismo: “Precedenti ricerche suggeriscono che due particolari enzimi potrebbero ricoprire un ruolo fondamentale nella produzione di zolfo in caso di assenza dello stesso, i nostri nuovi studi mostrano che la rimozione di questi enzimi attraverso la modificazione genetica interrompe drasticamente tale disgregazione”, ha dichiarato Akiko Maruyama-Nakashita, a capo dello studio.

Gli scienziati hanno studiato le piante privandole di entrambi gli enzimi, notando in esse livelli simili di glucosinolati in condizioni sufficienti di apporto di zolfo, i livelli di glucosinolati sono risultati più alti nelle piante prive di entrambi gli enzimi rispetto alle piante non modificate, così come nelle piante private di un solo enzima se coltivati ​​in ambienti carenti di zolfo. Si è altresì appurato che la disgregazione dei glucosinolati contribuisce notevolmente a sostenere la crescita delle piante in ambienti carenti di zolfo. “Le conoscenze acquisite approfondiscono la nostra comprensione delle strategie di adattamento delle piante agli ambienti carenti di zolfo e quindi forniscono implicazioni per la promozione dell’utilizzo efficace dello zolfo nell’agricoltura moderna”, ha aggiunto Liu Zhang, autore principale dello studio. Fonte e approfondimenti

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