green machine

La H&M Foundation, in collaborazione con la Hong Kong Research Institute of Textiles and Apparel (HKRITA), ha messo a punto un dispositivo capace di separare il poliestere e il cotone dai capi unicamente realizzati impiegando queste due tipologie di tessuti. Grazie a questa innovativa tecnologia, che ha visto impegnati i ricercatori per quattro anni e con una spesa di 5,8 milioni di euro, sarà così possibile riciclare i vestiti separandone le fibre, una vera rivoluzione nel campo dei tessuti, di conseguenza nella moda, e nella salvaguardia della natura.
Riciclare gli abiti è da sempre stata una sfida, milioni di tonnellate di capi di abbigliamento ogni anno buttati perché passati di moda o usurati, impossibili da riciclare fino ad oggi e che grazie alla Green Machine sarà possibile recuperare grazie allo smembramento della fibra, impiegabile poi per dare vita a nuove produzioni sartoriali.

Green Machine
La fibre di poliestere a sinistra e polvere di cellulosa a destra “estratte” dalla Green Machine. Foto copyright H&M Foundation (https://hmfoundation.com)

L’innovativa macchina per separare cotone e poliestere impiega pressione, calore, acqua e un particolare agente chimico biodegradabile; il macchinario inoltre non genera scarti secondari, permettendo così di riutilizzare le materie prime impiegate per portare a termine il processo, quello che in gergo viene definito closed loop. Entro la fine dell’anno sarà presentata la prima collezione, sotto il marchio Monki, interamente realizzata con i prodotti riciclati dalla Green Machine.

 

 

 

 

Foto di apertura copyright H&M Foundation (https://hmfoundation.com)

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