Pizza cosacca

Ultimo aggiornamento: 18/06/2021

A Napoli si racconta che la pizza cosacca sia nata in occasione della visita alla città partenopea da parte dello zar Nicola I e di sua moglie Aleksandra Fëodorovna. Correva l’anno 1846, pare lo zar apprezzò tanto la città di Napoli da inviare in dono a Ferdinando II delle Due Sicilie i Palafrenieri, le due statue equestri bronzee, forgiate dallo scultore russo Peter Jakob Clodt von Jürgensburg.

Le statue sono oggi esposte ai lati della porta del giardino del Palazzo Reale di Napoli, sul lato che dà verso il Maschio Angioino. Le stesse prendono anche il nome di Cavalli russi e la porta, a sua volta, è anche conosciuta come Porta dello zar. Inizialmente le statue furono poste sul cancello d’ingresso laterale dei giardini reali, su via San Carlo, poi, alla fine del XIX secolo, furono traslocate nell’area frontale al Castel Nuovo.

I Cavalli russi, rappresentato due palafrenieri (chi presiede alla gestione e all’aiuto della vita di un cavaliere) nell’atto di domare i cavalli e sono una sorta di copia ad altri due statue equestri poste a San Pietroburgo. Il presente dello zar di Russia testimonia anche la buona intesa che si era venuta a creare tra lo stato russo e quello borbonico

Ma cosa c’entra la Pizza Cosacca con questa storiella? Pare che i napoletani per ringraziare lo zar del dono ricevuto, preparano una “nuova” pizza, battezzandola Pizza Cosacca, proprio in onore dei cosacchi, gli abitanti nomadi delle steppe della Russia meridionale. Questa particolare pizza è di fatto un mix tra Margherita e Marinara, niente mozzarella, solo pomodoro, pecorino, formaggio fresco grattugiato e l’aggiunta di pepe e basilico. Scopri ricetta della Pizza Cosacca per prepararla passo dopo passo.

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