Ultimo aggiornamento: 13/04/2019
Un basilico dall’aroma unico quello “messo a punto” presso il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, una piantina capace di sprigionare il massimo dell’aroma, senza ricorrere a modifiche genetiche, ma semplicemente grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale. Un particolare un algoritmo si è occupato di analizzare milioni di dati al fine di individuare le condizioni migliori (quantità di luce, acqua, sostanze nutritive, temperatura e altre variabili climatiche) per ottenere il sapore unico.
La ricerca, pubblicata sul magazine scientifico Plos One, punta a favorire quella che in gergo viene chiamata cyber-agricoltura, ovvero impiegare la tecnologia per individuare condizioni ottimali per ottenere il massimo da qualunque pianta. Gli studiosi, con a capo Arielle Johnson ed Elliot Meyerson hanno coltivato il basilico in fattorie i cui parametri sono stati monitorati in modo certosino ed elaborati da un algoritmo di intelligenza artificiale che ha appurato che il sapore migliore per quella particolare pianta lo si ottiene con una esposizione solare continua di 24 ore al giorno. La luce solare, quindi, nel basilico induce la maggior parte della produzione di molecole aromatiche. Le molecole volatili relative al sapore sono state misurate in ciascuna pianta utilizzandola gascromatografia-spettrometria di massa.
Impiegando la medesima tecnica, gli studiosi stanno ora lavorando per coltivare piante di basilico capaci di combattere il diabete ma anche individuare come le piante possono adattarsi ai cambiamenti climatici. Scopri come coltivare e conservare il basilico.