gatto

Secondo alcuni ricercatori della North Carolina State University e del North Carolina Museum of Natural Sciences, in collaborazione con scienziati di sei paesi, nei nostri giardini i gatti domestici stanno uccidendo più fauna rispetto ai predatori selvatici di dimensioni simili. La ricerca sull’effetto dei felini sulle popolazioni animali locali, inclusi uccelli e topi, ha rivelato che il comportamento predatore dei gatti domestici è più distruttivo di quello di predatori selvatici di dimensioni simili perché maggiormente concentrato in un’area più piccola.

“Dal momento che si nutrono con cibo per gatti, gli animali domestici uccidono meno prede al giorno rispetto ai predatori selvatici, ma l’ambiente di casa in cui vivono, è così ristretto che questo effetto sulle prede locali finisce per diventare davvero concentrato”, ha affermato il dott. Roland Kays, che ha guidato lo studio e che continua “a ciò si deve aggiungere che la densità innaturalmente alta dei gatti domestici in alcune aree il rischio per la popolazione di uccelli e piccoli mammiferi peggiora ulteriormente… Abbiamo scoperto che i gatti domestici hanno un impatto da 2 a 10 volte maggiore sulla fauna selvatica rispetto ai predatori selvatici – un effetto sorprendente”. In altre parole, i gatti domestici stanno distruggendo la fauna selvatica nei nostri cortili. La risposta a questo preoccupante problema, dicono gli scienziati, è tenere il gatto in casa, senza dargli agio di uscire per strada o in cortile.

Gli studiosi hanno monitorato le “abitudini” di 924 gatti domestici dislocati tra Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda. Ai proprietari degli animali domestici è stato chiesto di rintracciare i loro gatti, utilizzando dispositivi di localizzazione GPS economici, così da carpirne i movimenti, nonché appuntare il numero di prede morte riportate a casa (fonte)

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