Ultimo aggiornamento: 17/06/2026
Il nuovo romanzo di Haruki Murakami, atteso per sei anni dai suoi fan, si configura come una delle opere più emblematiche e complesse dell’autore giapponese. Il romanzo si sviluppa su più piani temporali e narrativi, intrecciando elementi di realismo magico, introspezione filosofica e numerosi rimandi alla sua produzione precedente. Riprendendo e ampliando un racconto breve scritto più di 40 anni fa (che diede poi origine a La fine del mondo e il paese delle meraviglie), Murakami torna a esplorare un mondo parallelo surreale e carico di significati simbolici
La trama: tra una città senza tempo e la realtà
La storia si divide in sezioni distinte. Nella prima parte, la trama ruota attorno a un protagonista senza nome, un uomo di mezza età ancora ossessionato dal ricordo del suo primo amore adolescenziale. Da ragazzi, lui e una sedicenne immaginavano una città racchiusa da un enorme muro, dove lei affermava che risiedesse la sua vera essenza. Anni dopo, l’uomo riesce misteriosamente a entrare in questa città, un luogo sospeso e immobile, caratterizzato da ponti di pietra, una torre di guardia e un orologio senza lancette che sovrasta la piazza principale. Per rimanere all’interno delle mura, le persone devono accettare di separarsi traumaticamente dalle proprie ombre. Qui, il protagonista diventa un “Lettore di sogni” in una biblioteca che archivia antichi sogni racchiusi in misteriosi teschi.
L’incontro con la ragazza, che dentro le mura non ha memoria del passato e non lo riconosce, lo spinge a una riflessione profonda sulla sua identità e sui legami tra corpo, ombra e coscienza.
Nella seconda parte del romanzo, la narrazione compie una svolta realistica e speculare: il protagonista si ritrova nel mondo reale, ormai quarantenne. Decide di dare una svolta alla sua vita solitaria lasciando il lavoro a Tokyo per trasferirsi in una sperduta cittadina di montagna nel Tohoku, dove assume la direzione di una piccola biblioteca locale. È qui che la dimensione magica si fonde con la quotidianità attraverso l’incontro con due figure chiave: il fantasma del precedente direttore della biblioteca (l’anziano signor Koyasu) e un enigmatico ragazzo con straordinarie capacità mentali, che indossa sempre una felpa con il sottomarino giallo del film Yellow Submarine.
Una metafora del subconscio
Il romanzo si interroga sulla natura del tempo, della memoria e dell’identità, temi centrali in tutta la produzione murakamiana. La città racchiusa dalle mura diventa la metafora perfetta del subconscio, un luogo dove le persone, per trovare una pace apparente, devono rinunciare alla propria ombra, che rappresenta la parte emotiva, dolorosa e ineludibile del loro essere. Il confine tra il reale e l’immaginario si fa sempre più sfumato. Le mura stesse, che sembrano muoversi e respirare autonomamente, rappresentano l’impossibilità di delimitare con precisione i confini tra il sé conscio e inconscio, suggerendo che le barriere che costruiamo per proteggerci dal dolore sono spesso fluide e instabili. In quest’opera Murakami si allontana in parte dai suoi classici stereotipi, non troviamo, infatti, i soliti locali jazz o una forte presenza di felini, ma una forte centralità della musica classica – in particolare la Sinfonia n. 1 di Sibelius – e un’attenzione quasi sacrale per i libri e i luoghi di lettura, intesi come ponti tra mondi diversi.
Il riflesso dell’isolamento e la maturità dell’autore
Il romanzo si caratterizza anche per una forte connessione con il presente. Scritta quasi interamente durante gli anni della pandemia, l’opera riflette l’isolamento e l’introspezione forzata di quel periodo. La città circondata da mura che separano gli abitanti dal resto del mondo risuona potentemente con l’esperienza collettiva del lockdown e del distacco sociale. La scrittura di Murakami si mostra qui estremamente matura, offrendo una sintesi raffinata e ponderata di quarant’anni di carriera letteraria. Attraverso un ritmo lento, ipnotico e meditativo, l’autore invita il lettore a riflettere sulla natura della scelta, sull’accettazione della perdita e sul valore dell’immaginazione. La città e le sue mura incerte è un’opera avvincente che offre una ricca esperienza di lettura, destinata a rimanere a lungo nella mente e nel cuore di chi accetta di varcarne i confini.