Ultimo aggiornamento: 08/05/2019
Una nuova ricerca portata a termine presso il Politecnico di Losanna (EPFL), ha fatto luce su un aspetto importante di un frutto poco consumato, ma importantissimo per la salute: il melograno. Nello specifico, i ricercatori hanno scoperto che alcuni composti del succo del melograno, elaborati dalla flora batterica, danno vita a una particolare molecola che consente di ridare forza ai muscoli nonché combattere il decadimento legato all’età. La ricerca, pubblicata da Nature Medicine, è stata definita spettacolare. La molecola, l’urolitina A, negli esperimenti di laboratorio che hanno visto coinvolti vermi nematode Caenorhabiditis elegans (la cui durata media di vita è 8-10 giorni), è riuscita a prolungare le aspettative di vita degli animaletti di oltre il 45 per cento.
Lo stesso esperimento è stato poi riproposto anche su topi è ratti; anche in questo caso, nonostante le specie siano così diverse tra loro, l’urolitina A ha agito ineguale modo: i topi di laboratorio sono riusciti a correre il 42 per cento più a lungo rispetto a topi di eguale età ma che non avevano ricevuto una dieta ricca di melograno. Lo stesso si pensa possa accadere nell’uomo, i primi risultati dei test in corso arriveranno il prossimo anno. La molecola, non direttamente contenuta nel frutto del melograno, ma elaborata dalla flora batterica, varia in quantità da persona a persona (in alcuni individui è del tutto inesistente) e in un certo senso aiuta l’autorigenerazione del corpo e, secondo il coautore dello studio, Johan Auwerx, “potrebbe riuscire là dove i candidati dei gruppi farmaceutici hanno fallito“.