pollo

Per molte persone, lavare il pollo è un passo essenziale prima di arrivare alla cottura dello stesso. In uno studio del Journal of Food Protection, basato su un campione rappresentativo nazionale di 1.504 persone, il 69% degli intervistati ha riferito di lavare il pollame crudo prima di cucinarlo. Ma qual è la procedura giusta? Il pollame va lavato oppure no?

Cosa succede quando lavi il pollo?

Il pollame crudo, così come anche altra carne, è spesso contaminato da batteri che possono causare malattie di origine alimentare: Campylobacter, Salmonella e Clostridium perfringens. Indipendentemente da come pulisci il pollame, maneggiando la carne questa “spruzzerà” i suoi succhi su contorni, cibi e utensili posti nei paraggi. Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, i succhi si diffondono, con batteri annessi, fino a 1 metro attorno l’area in cui si maneggia la carne. Se poi tocchi le superfici contaminate, il rischio di ingerire i batteri diventa molto alto, così come quello di beccarsi un’intossicazione alimentare. In realtà, lavare il pollo è una pratica che serve a ben poco, il giusto calore di cottura (73° per il pollame) abbatte la maggior parte degli agenti patogeni presenti nella carne cruda. Puoi controllare la temperatura della carne in cottura adoperando un termometro per alimenti, assicurandoti che la punta dello stesso raggiunga la parte più interna della carne. Nello stesso studio citato sopra, il 62 per cento delle persone ha riferito di possedere un termometro per alimenti, ma solo il ​​26 per cento di questi ha riferito di usarlo per controllare la temperatura interna di piccoli tagli di pollame o di pollame macinato.

Termometro da cucina

Il pollo va lavato prima di cucinarlo? Ecco cosa dicono gli esperti

Un altro rapporto realizzato dal Department of Agriculture americano (USDA) e dalla North Carolina State University mette in evidenza come la carne sia spesso contaminata da pericolosi batter; per verificare l’eventuale utilità nel lavare il pollo sono state chiamate 300 persone a cucinare un pasto basato su pollo e insalata. A un primo gruppo di cuochi sono state date istruzioni su come cucinare in sicurezza il pollo, inclusa quella di non lavarlo, al secondo gruppo non sono state fornite indicazioni. Dei partecipanti che hanno lavato il loro pollame crudo, il 60 percento aveva batteri nel lavandino dopo aver lavato o sciacquato il pollame. Ancora più preoccupante è che il 14% aveva ancora batteri nei lavandini dopo aver tentato di ripulirlo. Il 26 percento dei partecipanti che lavava il pollame crudo trasferiva i batteri da quel pollame alla lattuga pronta da mangiare. Mindy Brashears, una delle autrici dello studio ha dichiarato: “Anche quando si pensa di aver pulito perfettamente il pollo, la ricerca mostra che i batteri, dannosi per la salute, si possono diffondere agevolmente alle altre superfici di lavoro e al cibo stesso”. Come fare per evitare la contaminazione? Gli studiosi consigliano di preparare la carne per ultima, dopo aver preparato frutta e verdura, impiegare un tagliere separato per la lavorazione della carne, non lavare il pollo, lavarsi le mani per almeno 20 secondi dopo aver maneggiato la carne e, così come già suggerito in precedenza,  impiegare un termometro per essere sicuri che la carne raggiunga almeno i 73 gradi durante la cottura.

Errori comuni nella conservazione e preparazione del pollo

Conservare in frigorifero il pollo crudo poggiandolo su altri cibi. Può causare la contaminazione di altri cibi che possono entrare a contatto con il pollo o con i suoi succhi. L’ideale sarebbe tenere il pollame in un contenitore ben sigillato a prova di perdita dei succhi.

Mantieni il frigorifero a una temperatura giusta. Controlla la temperatura del tuo frigorifero per assicurarti che sia impostata a meno di 4 gradi, ciò garantisce un ambiente in cui è molto più difficile il proliferare dei batteri (anche se non è impossibile).

Lasciare il pollo non refrigerato troppo a lungo. Il pollame conservato troppo a lungo a temperatura ambiente può far proliferare i batteri molto rapidamente, possono addirittura raddoppiarsi in appena 20 minuti. Non lasciare il pollame per più di due ore a temperature comprese tra i 4° e i 32°, e non più di un’ora sopra i 32°. È opportuno scongelare il pollo in frigorifero riponendolo in una ciotola contenente acqua fredda e, in caso di pollo cucinato, riporlo subito in frigo o nel congelatore.

Attento alle contaminazioni. Non lavi le mani dopo aver toccato il pollo crudo? Riponi il ​​pollo cotto sullo stesso piatto che hai usato quando era ancora crudo? Sono errori abbastanza comuni che aumentano il rischio di contaminazione incrociata. Per evitarlo, lava sempre le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi dopo aver maneggiato il pollo e utilizza sempre piatti e utensili diversi per carne cruda e cotta.

Attenzione al tagliere. Il pollame andrebbe lavorato su taglieri non porosi, composti da materiali come plastica, marmo, vetro, ceramica etc. Evitare l’utilizzo di taglieri in legno, la porosità del materiale favorisce l’attecchimento dei batteri, così come le classiche scanalature provocate dal coltello sul legno. Indipendentemente dal materiale del tagliere, per il pollame cerca di usare un tagliere ad hoc che utilizzi solo per lavorare questo tipo di alimento. Il tagliere va sempre pulito con acqua calda e sapone, lasciandolo asciugare all’aria. Per meglio disinfettare il tutto puoi preparare un composto con 1 cucchiaio di candeggina a base di cloro liquido per ogni litro d’acqua, lasciandovi in ammollo per alcuni minuti il tagliere, risciacquando quindi con acqua corrente.

Pollo alle mandorle con verdure

Se ami il pollo o vuoi sperimentare una nuova golosissima ricetta, ti consiglio di provare il mio Pollo alle mandorle. Rispetto alla ricetta tradizionale, ho fatto una piccola modifica, aggiungendo zucchine e carote tagliate a julienne… prova a fatemi sapere 🙂

Il mio golosissimo Pollo alle mandorle con verdure


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