patate dolci

Sono conosciute anche come batate o patate americane (ipomea batatas), si tratta delle patate dolci, un tubero originario delle aree tropicali delle Americhe che nel nostro Paese viene consumato prettamente in alcune regioni, perlopiù Puglia e Veneto. La batata, anche se ricorda molto una classica patata, non appartiene alla famiglia delle Solanacee (appartiene alla famiglia delle Convolvulaceae). Molto ricche di amido e fibre, così come il nome stesso ce lo ricorda, le patate dolci, che si possono consumare anche crude con la buccia ben lavata, magari tagliata a fette in un’insalata, si caratterizzano dalla polpa carnosa e dal sapore dolciastro che ricorda vagamente quello delle castagne. A differenza delle patate tradizionali a pasta gialla o bianche, le patate dolci presentano una polpa (ricca di carboidrati complessi) che può assumere diverse colorazioni, dal bianco al giallo, all’arancio fino al viola con colore della buccia che, a seconda della varietà,  passa dal rosso al viola, dal marrone al bianco.

Le patate dolci sono talmente ritenute utili al nostro organismo che l’associazione americana Center of Science in the Public Interest (CSPI), in una speciale classifica stilata prendendo come riferimento i vegetali più importanti per la nostra salute, ha posto le patate dolci al primo posto! Queste patate apportano al nostro organismo diversi nutrienti, uno fra tutti la vitamina C, utilissima nelle stagioni invernali per far fronte a raffreddori e influenza. A quanto pare i composti della batata avrebbero anche un effetto anti-aging, tanto che alcuni suoi estratti si trovano tra gli ingredienti di alcune creme anti rughe.

Patate dolci. Indice glicemico

L’indice glicemico delle patate dolci varia molto a seconda di come si cucinano. Una batata da 150 grammi semplicemente bollita per mezz’ora, con tutta la buccia, ha un indice glicemico pari a 46, che si innalza fino a 94 se la cottura si prolunga fino a tre quarti d’ora; la grande differenza è imputabile agli amidi presenti nel tubero. La cottura, quindi, può modificare la struttura degli amidi nel rapporto amilosio-amilopectina e fornire una risposta glicemica postprandiale differente. Il processo di bollitura non prolungato gelatinizza l’amido rendendo la patata più disponibile alla digestione da parte degli enzimi, quindi con un indice glicemico più basso; viceversa, se si cuocere la patata dolce friggendola in olio, vista la presenza di grassi, la risposta sarà un indice glicemico medio, che diventerà ancora più alto in caso di cottura arrosto.

Patate dolci. Caratteristiche e valori nutrizionali

Patate dolci indice glicemico
La ipomea batatas, una patata dolce di origine sudamericana, coltivata nella regione giapponese di Kagawa, viene consumata cruda dalle popolazioni locali. Gli studiosi hanno constatato che la maggior parte delle persone non soffre di anemia, ipertensione e diabete.

Le patate dolci, il cui apporto calorico è di 85 calorie ogni 100 grammi di prodotto, hanno anche un alto contenuto di carboidrati (20 g ogni 100 grammi di prodotto), sono anche molto ricche di vitamina A (una patata dolce di media dimensioni, cotta al forno e consumata insieme alla buccia fornisce ben 4 volte l’apporto quotidiano raccomandato di vitamina A), vitamine B6, E, D, antiossidanti, betacarotene, antiocianine e minerali come il potassio (una patata di medie dimensioni può contenerne fino al 15% della dose giornaliera raccomandata), il calcio, il manganese. (fonte USDA)

Caiapo. Nella buccia delle patate dolci il segreto per ridurre la glicemia

Il caiapo, una sostanza contenuta nella buccia della patata dolce (soprattutto in quella della varietà rossa), secondo alcune ricerche svolte presso l’Istituto di ingegneria biomedica del CRN di Padova, in collaborazione con l’Università di Vienna, può essere d’aiuto per abbassare glicemia basale, colesterolo ed emoglobina glicata in pazienti affetti da diabete di tipo II. Per trarne benefico la batata rossa pare debba però essere consumata rigorosamente cruda (fonte).

Come si cucinano le patate dolci?

Oltre a essere consumate crude, le patate dolci possono essere cucinate alla stregua delle classiche patate, tenendo presente che, essendo molto più tenere di quest’ultime, richiedono tempi di cottura più rapidi. Via quindi a ricette che prevedono patate dolci al forno, fritte, bollite oppure ridotte a purea per preparare gnocchi o spume di contorno a golosissimi secondi piatti di carne o pesce. La patata dolce a polpa rossa può anche essere utilizzata come sostituta della zucca, provala ad esempio in questa mia ricetta: Lasagne zucca e funghi

 

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