Ultimo aggiornamento: 11/08/2021
Ognuno di noi ha sperimentato il singhiozzo, spesso fonte di imbarazzo si può verificare dopo aver mangiato o bevuto troppo o molto rapidamente; può anche scaturire in occasione di sbalzi di temperatura, situazioni particolarmente emotive, reflusso gastroesofageo, uso di determinati farmaci, uso prolungato della gomma da masticare (che favorisce l’ingestione di aria), alcol, cibo piccante, fumo, tosse, risate molto accentuate etc.
Lo stomaco si distende causando la contrazione del diaframma; questo muscolo, che divide il torace dall’addome, e che svolge un ruolo essenziale nella respirazione, quando inspiriamo si abbassa per aiutare a tirare l’aria nei polmoni, nel momento in cui si espira, invece, si rilassa e lascia fuoriuscire l’aria dai polmoni attraverso il naso e la bocca; se irritato, come può essere nel caso del singhiozzo, il diaframma si abbassa a scatti facendo ingurgitare improvvisamente aria in gola, le corde vocali si chiudono improvvisamente ed emettono il tipico suono del singhiozzo.
Rimedi al singhiozzo
Generalmente il singhiozzo scompare entro pochi minuti, al massimo delle ore, se invece è persistente (generalmente più di 48 ore) può indicare problemi, anche gravi, è il caso di interpellare subito il proprio medico curante.
Ognuno di noi ha un proprio rimedio al singhiozzo: trattenere semplicemente il respiro è spesso efficace, ancora di più respirare in un sacchetto di carta appoggiando lo stesso alla bocca, l’aumento della quantità di anidride carbonica nei polmoni rilassa il diaframma e blocca gli spasmi responsabili del singhiozzo.
Anche succhiare un pezzettino di ghiaccio per un minuto può giovare, così come mettere lo zucchero sotto la lingua, poggiarsi in avanti comprimendo il petto o favorire gli starnuti. Non esiste alcuna garanzia che questi rimedi funzionino, ma per alcune persone possono risultare efficaci.