perdita capelli

Gli esseri umani si sono sempre preoccupati dei loro capelli, dalle parrucche indossate intorno al 3000 a.C., alla miscela di cumino, rafano, escrementi di piccione etc che Ippocrate, nel 420 a.C, raccomandava come trattamento anticaduta. Lo stesso Ippocrate notava anche che gli eunuchi non diventavano mai calvi e propose la castrazione come cura per la calvizie. Eppure la perdita dei capelli è normalissima per tutti e ad ogni età, diventa un problema quando è protratta nel tempo, quando è localizzata in particolare aree del cuoio capelluto e quando il distaccamento avviene a ciuffi, in questo caso, o anche se hai solo dei dubbi, è bene sempre consultare il proprio medico curante oppure un dermatologo.
I capelli crescono e muoiono secondo un loro ciclo naturale che può essere influenzato da fattori come l’alimentazione, eventuali farmaci, lo stress, l’igiene e lo stile quotidiano, tutti elementi che condizionano la quantità di capelli che si perdono al giorno. È curioso sapere che le donne tendenzialmente perdono più ciocche di capelli al giorno rispetto agli uomini, probabilmente per via dei trattamenti che il pubblico femminile gli riserva: frequente colorazione, applicazione di balsami, creme, lacche etc; in aggiunta particolari eventi come la gravidanza e la menopausa possono incidere molto.

Ciclo di vita del capello

La vita del capello può essere riassunta in tre sostanziali fasi: nascita, crescita e caduta. Tecnicamente la prima fase di crescita del pelo è detta anagen, dura dai 3 ai 7 anni, garantisce una crescita continua di circa un centimetro al mese; alla anagen segue la catagen, dura da due a tre settimane e durante questa fase il capello smette di crescere per avviarsi nella fase telogen (la cui durata varia tra i due e i tre mesi), la fase in cui il capello è a “riposo” e si prepara a staccarsi dal cuoio capelluto; quest’ultima fase interessa circa l’8-9% dei tuoi capelli.

Quanti capelli si perdono al giorno?

Quanti capelli si perdono al giorno
Una curiosità. Un capello ricresce dallo stesso follicolo fino a un massimo di 20 volte.

È ampiamente creduto che sia normale perdere mediamente fino a 100 capelli al giorno, si basa sul presupposto che il cuoio capelluto medio ospiti 100mila follicoli piliferi e che circa 10% di questi siano in una fase di riposo (fase telogen spiegati al paragrafo precedente). Nessuno studio clinico o metodo standardizzato ha convalidato questo dato.
Uno studio del 2008 pubblicato sul magazine scientifico Archives of Dermatology ha cercato di dare valenza scientifica alla quantità di capelli che perdiamo al giorno: la ricerca ha preso in esame 60 uomini bianchi sani, 59 con capelli lisci e 1 con capelli ricci, meta dei quali con età compresa tra 20 e 40 anni e metà con età compresa tra 41 e 60 anni, nessuno dei partecipanti al test mostrava prove di calvizie o alopecia. Ai partecipanti sono stati forniti pettini identici (denti del pettine lunghi 15 cm, separati da 1 mm su una metà del pettine e di 2 mm sull’altra metà) e indicazioni per lavare i capelli adoperando il medesimo shampoo per tre mattine consecutive. Il quarto giorno, ai partecipanti prima di lavarsi i capelli è stato chiesto di pettinare i capelli in avanti per 1 minuto facendo cadere i capelli su panno di colore contrastante, così da poter contare agevolmente il numero di capelli caduti. Il test è stato ripetuto per tre giorni consecutivi, quindi reiterato sei mesi dopo.
I risultati hanno appurato una perdita media di 10,2 capelli per ogni sessione di pettinata (perdita da 0 a 78 capelli) nelle persone con età compresa tra i 20 e i 40 anni; per i partecipanti con età compresa tra 41 e 60 anni la media è stata pressoché identica: 10,3 capelli caduti durante ogni sessione (perdita da 0 a 43 capelli). Gli autori dello studio precisano che i test “ripetuti sei mesi dopo in entrambe le fasce d’età, non ha fatto registrare grossi cambiamenti”. Lo studio suggerisce che l’alopecia involutiva, il naturale diradamento dei capelli con l’età, non sembra essere associato ad un aumento della caduta dei capelli. La tecnica fornisce uno strumento semplice e facile da attuare, anche a casa, per quantificare e monitorare la perdita dei capelli.

Rimedi naturali alla perdita dei capelli: peperoncino e soia

Hai già sentito sicuramente parlare della capsaicina, il composto che conferisce al peperoncino il suo caratteristico sapore piccante. Alcuni studi hanno appurato che la capsaicina favorisce il rilascio del fattore di crescita insulino simile (IGF-1 o somatomedina) nel cuoio capelluto, un ormone di natura proteica necessario per la crescita dei capelli nell’uomo in qualsiasi fase del loro sviluppo. Se riscontri che la crescita dei tuoi capelli si è leggermente bloccata, potresti facilmente rimediare aumentando i livelli di IGF-1 attraverso l’integrazione di capsaicina e l’uso topico, magari abbinandolo a isoflavoni (si trovano principalmente nella soia e in altri legumi tra cui lenticchie e ceci), composti in grado di ridurre i livelli dell’enzima Diidrotestosterone (DHT) all’interno del corpo – il principale responsabile della calvizie nell’uomo. Gli effetti della capsaicina e degli isoflavoni potrebbero essere mediati dall’attivazione dei neuroni sensoriali nella pelle.
Ovviamente, così come per qualunque altro cibo che decidiamo di assumere con frequenza, è opportuno parlarne sempre col il proprio medico curante, l’unica persona che conosce il proprio stato di salute, i farmaci che si assumono ed eventuali interazioni di questi ultimi con il cibo.

Quanti capelli si perdono al giorno
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Questo blog non è una testata medica, le informazioni riportate hanno scopo puramente informativo, non possono quindi intendersi come sostituite, in alcun modo, delle prescrizioni mediche o di altri operatori sanitari. Se ti sono state assegnate cure mediche l’invito è quello ASSOLUTAMENTE di NON interromperle né variarle. Tutte le indicazioni o suggerimenti inerenti l’assunzione di alimenti, integratori, vitamine, o altri preparati che trovi su questo sito devono essere sempre e comunque analizzate e avvalorate dal parere del tuo medico curante.



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