Semi di lino proprietà e benefici

I semi di lino sono da sempre stati apprezzati per le loro proprietà salutari, basti pensare che Carlo Magno per mantenere in salute i suoi sudditi ordinava loro di consumare grandi quantità di semi di lino. Oggigiorno i semi di lino si annoverano trai i supercibi, sono infatti numerose le ricerche che ne attestato i benefici.

Semi di lino. Le proprietà salutari

Un cucchiaio di semi di lino, circa 7 grammi e 37 calorie, oltre ad essere una ricca fonte di vitamine, minerali e proteine (1,3 grammi), molto utili soprattutto per la nostra pelle e i nostri capelli, contiene anche una ottima quantità di fibre (1,9 grammi) e acidi grassi omega-3 (1,597 mg). La stessa quantità di semi di lino apporta anche 2 grammi di carboidrati e 3 grammi di grassi totale (0,3 g di grassi saturi, 0,5 g di monoinsaturi e 2 grammi di grassi polinsaturi).

I semi di lino sono anche ricchi di acidi grassi omega-3, uno dei pochi vegetali a contenerne così tanti, tanto da rappresentare un’ottima alternativa per chi vuole fare il pieno di omega-3 ma non ama il pesce, né vuole introdurre nella propria dieta integratori specifici. Nella fattispecie i semi di lino sono ricchi di un acido grasso conosciuto come acido alfa-linolenico, uno dei due acidi grassi essenziali non prodotti dal nostro corpo e che necessariamente deve essere introdotto col cibo. Alcune ricerche hanno dimostrato che l’acido alfa-linolenico contenuto nei semi di lino è in grado di impedire il deposito del colesterolo nei vasi sanguigni, riducendo l’infiammazione delle arterie (fonte). La fibra alimentare contenuta in questi semini (solubile e insolubile) aumenta la motilità intestinale, favorisce la produzione di feci più morbidi e, di conseguenza, prevenire la stitichezza (assunti interi e con abbondante acqua, meglio se lasciati in ammollo in acqua per un’intera notte. Impiega un cucchiaio di semi di lino ogni bicchiere d’acqua); inoltre, la fibra insolubile rallenterebbe il rilascio di zucchero nel sangue riducendo la glicemia.
Una ricerca che ha visto coinvolto un gruppo di 15 uomini, ha verificato che i maschi afferenti un sottogruppo trattato con la somministrazione di 30 grammi di semi di lino al giorno, seguendo una dieta a basso contenuto di grassi, ha mostrato livelli ridotti di un marcatore del cancro alla prostata (fonte).

I semi di lino sarebbero anche ottimi per abbassare i livelli del colesterolo “cattivo”: in un test, pubblicato nel 2014, si è appurato che 30 grammi di polvere di semi di lino al giorno per 3 mesi ha abbassato del 17% i livelli di colesterolo totale, e del 20% quello LDL. Ricercatori canadesi hanno scoperto che il consumo quotidiano di 30 grammi di semi di lino, in un test durato sei mesi, ha abbassato la pressione sanguigna sistolica e diastolica rispettivamente di 10 mm Hg e 7 mm Hg (fonte)

Una nota, l’olio di semi di lino non contiene le stesse sostanze nutritive dei semi, ad esempio, i semi di lino contengono fibre, magnesio e vitamina B non presenti, o scarsamente presenti nell’olio di semi di lino.

Come si consumano i semi di lino

I semi di lino devono necessariamente essere conservati in un luogo fresco e asciutto, quando si procede all’acquisto è sempre bene controllare che si tratta di un prodotto proveniente da agricoltura biologica. I semi di lino possono essere consumati interi o tritati; generalmente ogni giorno si posso consumare 3 cucchiaini di semi di lino da polverizzare al momento per condire insalate o verdure. Consumarli tritati assicura al nostro corpo che l’intero patrimonio nutrizionale dei semi di lino venga assunto dal nostro corpo; l’involucro del seme è abbastanza coriaceo, tanto che anche i succhi gastrici potrebbero far fatica a discioglierlo, facendo passare l’intero seme direttamente nelle feci. Una volta tritati i semi di lino si possono conservare per 2-3 giorni all’interno di un barattolo di vetro chiuso ermeticamente e, come già detto, riposto in un posto asciutto e al riparo da fonti di calore.

Eccoti qualche idea per aggiungere i semi di lino alla tua dieta: aggiungi un cucchiaio di semi di lino macinato ai cereali che usi per fare normalmente colazione; prova ad aggiungere un cucchiaino di semi di lino macinati a maionese o senape oppure direttamente in un vasetto di yogurt; i semi di lino macinati sono anche ottimi per essere aggiunti a biscotti, muffin, pane fatto in casa o altri prodotti da forno.

Le controindicazioni dei semi di lino

Così come sottolineiamo sempre sul blog, prima di assumere qualunque prodotto in modo costante, è sempre bene prima consultarsi con il proprio medico curante, l’unico che conosce bene il vostro stato di salute e che può avvalorare o meno alcune condotte, anche alimentari. Detto questo, i semi di lino sono controindicati per chi soffre di diverticolite. Da evitare anche nei bambini di piccola età e durante la gravidanza, alcune ricerche suggeriscono che i semi di lino potrebbe influenzare alcuni estrogeni. I semi di lino potrebbero rallentare la coagulazione ecco perché nono sono indicati in caso di disturbi emorragici, così come sarebbe opportuno non consumarli se si è sotto cura per problemi legati al diabete: i semi di lino possono abbassare i livelli di zucchero nel sangue e aumentare gli effetti di riduzione degli zuccheri nel sangue di alcuni medicinali usati per il controllo del diabete. Sconsigliato l’uso dei semi di lino anche a chi soffre di ostruzione gastrointestinale, esofago ristretto o intestino infiammato. I semi di lino parzialmente sgrassati (con meno contenuto di acido alfa linolenico) potrebbero aumentare i livelli di trigliceridi. Visti gli effetti che potrebbero avere sulla pressione sanguigna (abbassando la pressione diastolica) i semi di lino sono controindicati, soprattutto se si assumono farmaci per abbassare la pressione sanguigna.



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